"Giovi, Casale di Salerno (Dalle origini al 1762)" di Gennaro Avossa

Le ricerche di microstoria o di "Storia locale", come si definivano un tempo, trovano oggi un partecipato interesse di studiosi e di pubblico se, con precisa autonomia dalla cosiddetta Histoire Bataille - volta ad echeggiare i ritmi dei grandi eventi politico-militare-diplomatici che, in territorio nazionale e supernazionale, hanno definito lo scorrere dei tempi - assumono, piuttosto, la fisionomia di fabulae delle vicende delle singole Comunità, nel segno di un'innovata euristica storiografica, che intende volgersi all'Historie Homme, dipanando le fila della Tradizione, perché essa davvero Storia. Se così è, si offre del tutto esemplare questo certosino lavoro di Gennaro Avossa, Giovi. Casale di Salerno. Dalle origini al 1762, contributo alla comprensione del mondo rurale dei dintorni di Salerno, attraverso un vero e proprio scandaglio - citiamo l'Autore - "dell'ambiente toponimico, religioso, demografico, socio-antropologico ed economico del Casale dalle sue origini e con particolare attenzione alla metà del Settecento per la maggiore disponibilità di fonti". Scorrono, perciò, sotto gli occhi del lettore, fitte, documentatissime pagine, che disegnano la 'Storia religiosa' di Giovi sacra, punteggiata da chiese, cappelle, parrocchie, confraternite, monti di maritaggio; pagine strutturate con dimenticate e inedite testimonianze archivistiche - tra le tante filze consultate nell'Archivio Diocesano e nell'Archivio di Stato di Salerno, o in quello di Napoli, o nel Catasto Onciario - ; come scorrono originalissime pagine di demografia storica, attente ai sistemi di parentela, dove si dipanano origini e svolgimenti di Famiglie oikotipiche. E per ogni casato, un puntuale albero genealogico; come, per ogni tematismo, i più puntuali riferimenti bibliografici. Eppure, non è tanto la corposità dei contenuti e lo spessore delle informazioni, ad identificare il pregio del volume, esito di sapiente utilizzo di sudate carte, ma anche di paziente ascolto di protagonisti.
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 Ciò che ne fa, infatti, un accattivante testo - oltre il limite del suo presentarsi robusta raccolta di documenti - è l'ottica dalla quale, inconsapevolemente o, crediamo noi, a ragion veduta, muove l'Autore, che riesce, davvero, a respirare e fare sua l'aura che, or sono parecchi anni, si respira a Giovi, auspice l'Associazione demoetnoantropologica "I Castellani", e che ha fatto di Giovi il palcoscenico privilegiato per Convegni, Seminari, Mostre, Spettacoli etnostorici. Ché Gennaro Avossa, nel suo discettare di 'Storia locale', si attiene, piuttosto, ad un apprezzabile percorso ermeneutico, vestiti i panni dell'antropologo. Ha scritto, più volte, Bernardo Bernardi che il mestiere di antropologo comporta atenzione vigile e costante alle componenti della cultura, che si intende tratteggiare: Oikos, Kronos, Anthropos, Ethnos. Ebbene, tali elementi costitutivi del sistema Comunità/Territorio di Giovi, risultano tutti integralmente trattati:

dal I capitolo (Microstoria ed identità territoriale), al capitolo IV (Sedi e Popolazione), all'Appendice, con precise pertinenze all'Oikos ed al Kronos; dal capitolo V, I Casati, con specifica sintonia alla componente Anthropos; agli altri capitoli (VII, Fattori produttivi, VIII, La cultura del lavoro) riferibili alla componente Ethnos. Un Gennaro Avossa, dunque, più che storico locale, etnostorico o storico antropologo di Giovi. E' un volume, questo, anche Banca dati della memoria, peraltro omaggio scientifico al luogo nativo, là - per fare eco a Cesare Pavese - dove, anche quando non ci sei, esorcizzando solitudine ed indifferenza metropolitana, qualcuno parla di te aspettandoti.

chiar.mo prof. AURELIO RIGOLI

(Università di Palermo)

Coordinatore del Consiglio Regionale per i Beni Culturali, Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Regione Sicilia.

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Anche i Castellani parteciperanno alla XV ed dei "Vampalori di Santantuono" che si terra a Giovi presso il colle di S. Bartolomeo giovedi 17 gennaio. Portate con voi campane, pentole, coperchi o qualsiasi cosa faccia rumore, parteciperete così al nostro piccolo intervento "Facimm ammuina".

"I Castellani" si esibiranno durante la cena sociale dell' ADOS ITALIA (Sez di Salerno) ASSOCIAZIONE DONNE OPERATE AL SENO

Sabato 21 aprile 2012 Ore 20.30 ,Salone Parrocchiale CHIESA DI S.EUSTACHIO (PASTENA) VIA QUINTINO DI VONA

Domenica 11 marzo 2012, presso l'auditorium "Domenico Lambiase" si terrà la IV edizione della manifestazione "Donna è..." organizzata dall'Associazione I CASTELLANI in collaborazione con l'Associazione Domina Faber. Proiezioni di cortometraggi, spunti di riflessione su problematiche legate al mondo femminile, musica, arte e tanto altro ancora!

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